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Adescamento dei minori online: come funziona il grooming e quali sono le implicazioni giuridiche
Adescamento dei minori online: come funziona il grooming e quali sono le implicazioni giuridiche
L’adescamento dei minori online – noto anche come grooming – è un fenomeno sempre più diffuso e, al tempo stesso, spesso sottovalutato nella sua reale portata.
Non si tratta di un episodio isolato o improvviso, ma di un processo relazionale costruito nel tempo, in cui un adulto (il cosiddetto cyber predatore) individua una giovane vittima e avvia con lei una relazione apparentemente innocua, che evolve progressivamente fino a diventare manipolativa e finalizzata allo sfruttamento sessuale.
Chat, social network, piattaforme di gioco: sono questi i contesti in cui più frequentemente si sviluppa l’adescamento. Ambienti percepiti dai minori come familiari e sicuri, ma che possono trasformarsi in spazi ad alto rischio se utilizzati da soggetti con intenti abusanti.
Un processo lento: come agisce il predatore
Uno degli aspetti più insidiosi del grooming è la sua gradualità.
Il predatore non si impone, non forza immediatamente il contatto. Al contrario, si inserisce nella vita del minore in modo apparentemente empatico, mostrando interesse, comprensione e disponibilità.
L’obiettivo è chiaro: costruire fiducia.
Secondo la letteratura (O’Connell, 2003), questo processo segue fasi abbastanza ricorrenti:
- Avvicinamento e conoscenza
Il predatore raccoglie informazioni, chiede fotografie, cerca punti di contatto (interessi, scuola, amici). - Costruzione della relazione
Diventa una figura significativa: ascolta, consiglia, si mostra “diverso dagli altri adulti”.
In questa fase può diventare il principale riferimento emotivo del minore. - Valutazione del rischio
Cerca di capire quanto il minore sia controllato: dove si trova il computer? I genitori supervisionano? - Creazione di un legame esclusivo
Introduce il segreto: “quello che abbiamo è speciale”, “non dirlo a nessuno”. - Sessualizzazione della relazione
Il passaggio è graduale: domande intime, richieste, invio di immagini, fino alla proposta di incontro.
In questa fase emerge spesso una comunicazione ambivalente: affetto, rassicurazione e pressione si alternano (“ti voglio bene” / “fallo per me”), generando confusione e dipendenza.
Non solo online: le forme del grooming
Sebbene il contesto digitale sia oggi centrale, il grooming non si esaurisce online.
Possiamo distinguere almeno tre livelli:
- Psicologico: manipolazione emotiva, costruzione della dipendenza affettiva
- Fisico: progressivo avvicinamento corporeo fino all’abuso
- Comunitario: utilizzo di contesti strutturati (associazioni, gruppi, comunità) per legittimare il comportamento abusante
In quest’ultimo caso, il predatore può costruire un’immagine di sé come figura affidabile e autorevole, rendendo ancora più difficile il riconoscimento del rischio.
I segnali da non sottovalutare
Nella pratica clinica e forense, alcuni indicatori ricorrono con frequenza:
- attenzioni eccessive e personalizzate
- regali, denaro, privilegi
- comunicazioni segrete o codici condivisi
- isolamento progressivo dal gruppo dei pari
- richieste di riservatezza
- spostamento precoce su contenuti intimi o sessuali
Sono segnali che, se letti in modo isolato, possono apparire ambigui, ma che assumono un significato diverso se inseriti in una dinamica relazionale.
Il profilo giuridico: quando l’adescamento diventa reato
Dal punto di vista giuridico, l’adescamento dei minori anche quando si manifesta online è una condotta espressamente prevista e sanzionata dal codice penale.
Art. 609-undecies c.p. – Adescamento di minorenni
La norma punisce chiunque, allo scopo di commettere reati a sfondo sessuale, adesca un minore di anni sedici, anche attraverso strumenti digitali.
Un elemento rilevante è la definizione stessa di adescamento, che include:
«qualsiasi atto volto a carpire la fiducia del minore attraverso artifici, lusinghe o minacce posti in essere anche mediante l’utilizzo della rete internet o di altre reti o mezzi di comunicazione».
Si tratta di una norma di particolare importanza perché interviene già nella fase preparatoria, prima che si verifichi un contatto sessuale vero e proprio.
Art. 609-quater c.p. – Atti sessuali con minorenne
Quando il percorso di grooming evolve, può configurarsi il reato di atti sessuali con minorenne.
La norma si applica quando:
- il minore non ha compiuto 14 anni
- oppure non ha compiuto 16 anni in presenza di una relazione di autorità, affidamento o fiducia.
È prevista una causa di non punibilità nei rapporti tra minorenni con differenza di età non superiore a tre anni, fuori dai casi di violenza.
Nella maggior parte dei casi, gli autori di grooming sono adulti. Le condotte poste in essere da minorenni, pur esistenti, risultano significativamente meno frequenti e richiedono una lettura differenziata sul piano clinico e giuridico.
Perché è un tema centrale per chi lavora nel giuridico
L’adescamento online è un fenomeno che interroga direttamente il lavoro dello psicologo forense.
Non solo per la valutazione del danno, ma anche per:
- la ricostruzione della dinamica relazionale
- l’analisi dei meccanismi di manipolazione
- la valutazione della credibilità del minore
- l’individuazione precoce dei fattori di rischio
La complessità del grooming sta proprio nella sua capacità di mimetizzarsi all’interno di relazioni apparentemente “normali”, rendendo necessario uno sguardo clinico esperto e integrato con la dimensione giuridica.
Formarsi per riconoscere e intervenire
Comprendere il fenomeno dell’adescamento dei minori online non è solo una questione teorica.
Per chi lavora in ambito psicologico e giuridico, significa acquisire strumenti concreti per riconoscere precocemente le dinamiche di grooming, leggere i segnali e intervenire in modo competente nei diversi contesti operativi.
In questa direzione, può essere utile approfondire attraverso percorsi formativi specifici:
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