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Amore e non-amore: il silenzio della paura

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Psicologia Giuridica

Amore e non-amore: il silenzio della paura

Laura Monteleone
Perito Psicologo Forense e Giuridico

Le relazioni affettive si fondano su meccanismi inconsci che ci consentono di sperimentare affinità, coinvolgimento e condivisione con il nostro partner. Il sentimento e la passione amorosa sono e dovrebbero essere alimentati dall’attrazione verso l’amata/o, uniti a rispetto, stima, eccitazione, estasi, coraggio e serenità: tutte sfumature di due importanti emozioni di base, la gioia e la felicità. La relazione sentimentale è l’espressione più emblematica dell’accoglienza della diversità e dell’altro da sé: il soggetto amato.

Quando questi sentimenti positivi perdono il loro potere all’interno della coppia e cedono il passo a vissuti negativi, quali gelosia, prevaricazione, svalutazione, coercizione psicologica, violenza fisica, a-simmetria relazionale e soprattutto paura dell’altro, possiamo considerare il rapporto non sano, nocivo, quindi  dis-identificato dalla relazione amorosa. 

Uscire dall’impasse attraverso il riconoscimento delle proprie emozioni

In questi casi, la paura è l’emozione base che può consentire alla persona intrappolata all’interno di una relazione violenta di prendere consapevolezza della qualità del rapporto che sta vivendo, comprendendo che, se nella relazione sperimenta malessere e disagio, se vive l’altro con timore, se non esiste tra i partner fiducia reciproca, stima e rispetto, non si sta vivendo una relazione amorosa degna di questo nome.

Riconoscere di avere paura consente a chi è vittima di percepire con maggiore oggettività la realtà, evitando di negarla, prendendo consapevolezza del livello di pericolo che corre nella relazione. 

Nelle relazioni nocive o violente si sviluppa quello che viene denominato “ciclo della violenza”, un circuito relazionale chiuso che si sviluppa nel corso del tempo, in modo graduale, a partire da violenze verbali o atteggiamenti di svalutazione. Gli episodi violenti si scatenano spesso per motivi banali, in maniera improvvisa e sono seguiti da scuse e pentimento da parte del partner aggressore, alternando così la crisi violenta con la cosiddetta “luna di miele”, periodo in cui il rapporto riprende come se nulla fosse accaduto.

Prendere contatto con l’emozione della paura è il primo passo per sviluppare una nuova consapevolezza della qualità del rapporto che si sta vivendo con l’altro. È fondamentale diventare consci delle proprie emozioni e, quando nel rapporto che stiamo vivendo si sperimentano vissuti negativi e dolorosi, quando la relazione con l’altro genera ansia, angoscia, chiusura, ritiro sociale, mancanza di entusiasmo, gioia, paura e terrore, se inizia a prevalere il silenzio e la paura di parlare, questo deve essere il primo segnale che si sta vivendo una relazione ‘non amorosa’, che può minacciare la nostra persona e la nostra integrità.

La paura è certamente l’emozione più difficile da gestire. David Fischman sostiene, in maniera molto sottile, che la paura si aggrappa silenziosamente al nostro cuore. Non può essere urlata come la rabbia o sofferta come il dolore, eppure il suo riconoscimento può rappresentare il primo passo per uscire da un rapporto dove all’amore si è sostituito, nel tempo, il non-amore.

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