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Web, violenza online, danno psichico ed esistenziale

Safer Internet Day (SID)
Psicologia Giuridica

Web, violenza online, danno psichico ed esistenziale

Dapprima l’avvento della realtà virtuale, poi quello dei Social e della realtà aumentata, ci hanno catapultato, negli ultimi tre decenni, in un mondo altro e parallelo a quello del reale, così come lo abbiamo da sempre rappresentato. 

Quest’anno, l’anno del Covid-19, ha fatto registrare un aumento esponenziale dell’utilizzo delle nuove tecnologie in tutte le fasce d’età.  

I Social, in particolare, sono diventati una piazza virtuale dove incontrarsi e confrontarsi. Luoghi privilegiati di sperimentazione del Sé e di costruzione della propria identità, ma anche dove è più facile trasgredire le norme del mondo reale. 

Spesso si sottovaluta, infatti, quanto ciò che accade nel web possa avere una ripercussione nella nostra vita quotidiana. I nuovi reati coinvolgono giovani e meno giovani e sono direttamente connessi all’integrità psico-fisica dell’individuo ovvero alla salute di ciascuno di noi.

I motivi per i quali è facile cadere nella trappola della rete sono dovuti alla semplicità con la quale ognuno di noi ha accesso agli strumenti informatici, alla visibilità online e alle tracce e informazioni di noi che lasciamo ogni volta che ci colleghiamo e delle quali non siamo consapevoli.

La rete, nel suo essere pervasiva, diventa così un’immensa ragnatela, una trappola nella quale è facile cadere, soprattutto se si è più vulnerabili e inesperti.

Come si manifesta la violenza online?

I reati e la pirateria informatica aumentano ogni giorno e si fanno sempre più raffinati. A mano a mano che la nostra vita si sposta sul digitale, anche il crimine diventa virtuale. Il furto non è più con scasso e con destrezza, ma di identità, di dati sensibili o una violazione della nostra Privacy. E così le molestie, la diffamazione, il bullismo, l’adescamento o la vendetta. Le piazze e i luoghi dove si perpetuano non sono più quelli tradizionali, bensì virtuali.

Ma le conseguenze di queste nuove forme di crimine sono molto, molto reali e  hanno una caratteristica del tutto particolare: lasciano tracce che rimangono per sempre in Rete.

Il danno psichico subito dalle vittime di forme di violenza virtuale e l’impatto sulle loro vite

Molte sono le circostanze di illecito o di reato a seguito delle quali si rende necessaria una valutazione e quantificazione del danno biologico di tipo psichico e del danno da pregiudizio esistenziale, anche in riferimento ai crimini subiti online. 

Lo psicologo giuridico è chiamato ad intervenire in molteplici scenari che possono provocare un danno alla persona ovvero in tutti quei casi in cui si determina una ricaduta di carattere psichico o morale per la sofferenza sostenuta, e di carattere esistenziale per i cambiamenti delle abitudini di vita che il reato subito ha provocato.

In queste circostanze, è possibile agire in giudizio per ottenere il risarcimento del danno subito alla propria integrità psichica, o meglio, alla propria salute psichica.

Il danno psichico è un danno considerato non patrimoniale e deve essere provato dal danneggiato. La consulenza tecnica psico-forense, da sviluppare con appropriata metodologia valutativa, rappresenta uno degli elementi necessari per la sua valutazione e successiva quantificazione. 

Reati informatici e danno alla persona

Sono due le macro aree entro le quali possiamo far convergere i reati informatici attinenti il danno alla persona:

quelli consistenti in una violazione diretta della vittima

  • diffamazione online
  • molestie online
  • adescamento in Rete di minori
  • revenge porn
  • cyberbullismo
  • cyberstalking
  • trattamento illecito di dati sul web

quelli relativi alle violazioni della vittima in quanto utente

  • furto di identità
  • furto di dati sensibili e della Privacy
  • intercettazioni
  • frodi informatiche

La consulenza tecnica psicologica prevede una valutazione per determinare il danno di natura psichica che metta in evidenza le modificazioni dell’assetto  psico-fisico e socio-relazionale della vittima derivate dalla condotta colpevole.

Nei casi più gravi, la vittima, può sviluppare dei veri e propri quadri psicopatologici, che vanno adeguatamente riconosciuti e misurati. Chi subisce un reato virtuale, infatti, può provare enorme imbarazzo e umiliazione per l’esposizione pubblica della sua vita, e manifestare profondi vissuti di insicurezza.

I reati informatici comportano per le vittime umiliazione, lesione della propria immagine e della propria dignità, condizionamenti nei rapporti sociali e nella ricerca di un impiego, disagi all’integrità psichica.

Le vittime possono sviluppare una condizione di tensione tale da essere indotte a manifestare condotte evitanti, ansia, attacchi di panico, depressione e, in alcuni casi, anche al suicidio. La cronaca di queste settimane ci ha dimostrato che anche bambini moto piccoli possono farne le spese, ci riferiamo al caso della bimba palermitana, vittima di una sfida su TikTok, il social che imperversa tra i giovanissimi.

SID, la giornata mondiale per una Rete più sicura

Il Safer Internet Day (SID) è la giornata mondiale per la sicurezza in Rete, istituita e promossa dalla Commissione Europea, che si celebra il secondo martedì del mese di febbraio.

Obiettivo di questa importante iniziativa è quello di sensibilizzare le giovani generazioni, i nativi digitali, sull’uso consapevole degli strumenti tecnologici e sul ruolo attivo che possono avere, utilizzando la rete in modo sicuro e protetto.

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