Co-genitorialità: dal costrutto psicologico alla valutazione forense

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La co-genitorialità rappresenta un aspetto centrale nella valutazione e nella gestione delle situazioni familiari caratterizzate dalla separazione dei genitori, soprattutto quando il conflitto tra gli adulti rischia di incidere sul benessere e sull’equilibrio dei figli.

Essere genitori dopo la separazione significa riuscire a mantenere una responsabilità condivisa nei confronti dei figli, distinguendo il piano della relazione di coppia da quello della funzione genitoriale. Quando questa distinzione diventa difficile, il conflitto può compromettere la capacità dei genitori di collaborare, comunicare e prendere decisioni condivise nell’interesse del minore.

Per lo psicologo che opera in ambito giuridico, comprendere la co-genitorialità significa quindi saper osservare e valutare concretamente le dinamiche tra i genitori, la qualità della loro comunicazione, la capacità di cooperare nelle decisioni che riguardano i figli e la possibilità di riconoscere e sostenere i loro bisogni evolutivi, evitando letture semplicistiche o condizionate dal conflitto familiare.

In questo seminario approfondiremo il concetto di co-genitorialità e le sue principali dimensioni, con particolare attenzione agli indicatori osservabili nella pratica professionale. Attraverso esempi e situazioni concrete, analizzeremo come individuare le risorse e le criticità presenti nella relazione co-genitoriale e come distinguere le difficoltà legate al conflitto di coppia da quelle che incidono effettivamente sull’esercizio della funzione genitoriale.

Relazionerà sul tema Sonia Ruggieri, esperta della Rete di Psicologia in Tribunale.

Quando: Lunedi, 27 Novembre 2026, dalle 18:00 alle 19:00

Si ricorda che sarà possibile seguire il webinar soltanto partecipando alla Live.

Durata del Webinar: 1 ora
Tipologia di Corso: Webinar Gratuito 

L’incontro sarà inoltre orientato agli aspetti operativi: verranno presentate modalità di osservazione, criteri di valutazione e strumenti utili per raccogliere e organizzare le informazioni sulla relazione tra i genitori. Saranno approfondite anche le modalità di conduzione dei colloqui, gli elementi da considerare nell’analisi delle dinamiche familiari e gli aspetti da tenere presenti nella restituzione e nella stesura della relazione professionale.

Particolare attenzione sarà dedicata alle situazioni di elevata conflittualità, nelle quali il professionista deve riuscire a mantenere una posizione metodologicamente rigorosa, evitando di confondere il conflitto tra gli adulti con una valutazione delle competenze genitoriali e mantenendo sempre centrale il superiore interesse del minore.

Iscriviti gratuitamente e scopri come osservare e valutare concretamente le dinamiche co-genitoriali, acquisendo strumenti utili per affrontare con maggiore metodo e consapevolezza le situazioni familiari ad alta conflittualità.


Relatrice

 

   

Sonia Ruggieri

Psicologa giuridico forense, CTU e Perito del Tribunale Civile e Penale di Pescara, psicoterapeuta, terapeuta EMDR, esperta della Rete di Psicologia in Tribunale.

Obiettivi

Il seminario offrirà ai partecipanti strumenti e criteri immediatamente applicabili nella pratica della psicologia giuridica, aiutandoli a osservare, valutare e descrivere la co-genitorialità in modo strutturato e professionalmente fondato.

A chi è rivolto

  • Psicologi e psicoterapeuti
  • Consulenti tecnici d’ufficio (CTU) e di parte (CTP)
  • Studenti e professionisti interessati alla psicologia applicata al diritto
  • Avvocati

Metodologia didattica e modalità di svolgimento

Promuoviamo una Formazione Interattiva con momenti di confronto diretto con la docente.

Si ricorda che sarà possibile seguire il webinar soltanto partecipando alla Live.

Attestato di partecipazione

L’attestato di partecipazione è reperibile nella propria area riservata del portale.

Coordinamento scientifico

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*Articolo 21 – Insegnamento di metodi, tecniche e strumenti professionali La psicologa e lo psicologo anche attraverso l’insegnamento, in ogni ambito e ad ogni livello, promuovono conoscenze psicologiche, condividono e diffondono cultura psicologica. Tuttavia costituisce grave violazione deontologica l’insegnamento a persone estranee alla professione psicologica dell’uso di metodi, tecniche e di strumenti conoscitivi e di intervento propri della professione stessa. Costituisce aggravante il caso in cui l’insegnamento dei metodi, delle tecniche e degli strumenti specifici della professione psicologica abbia come obiettivo quello di precostituire possibili esercizi abusivi della professione.

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