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Laura Monteleone pubblicato nel gruppo Psicologo ex art. 80. Lavorare in carcere
“non è mai troppo tardi”..si dice così? si in effetti, presa da mille impegni ho rimandato il tempo di dedicarmi a questo gruppo di lavoro su un tema professionale a me tanto caro, ma adesso iniziamo!
Parlare di psicologia penitenziaria, all’interno della psicologia giuridica e forense , potrebbe sembrare un tema a margine, ma in realtà è quell’ambito di cui sempre di più investe la psicologia e che nella pratica vede una maggiore fattibilità in termini di applicazione nella realtà lavorativa. proprio in questi giorni è pubblicato un bando come ricerca ex art.80 psicologi, (regione sicilia) come consulente nei servizi di esecuzione esterna (uepe) del ministero della Giustizia, e non posso nascondere che diversi colleghe, potrei dire “tanti” mi hanno contattata per avere informazioni in merito a questo settore, in pratica sconosciuto. parallelamente in questo mese, ho iniziato una collaborazione con l’Università di CT come docente nei lavoratori di psicologia giuridica, e ho voluto indirizzare il laboratorio esperienziale proprio prevalentemente sul tema della psicologia penitenziaria, poco trattato nel programma accademico. Ho riscontrato grande interesse da parte degli studenti e analogamente un gran vuoto formativo in merito a ciò.
Ricordo la mia formazione universitaria nel lontano 1988 /90 in cui avevo avuto la fortuna di studiare con il professore Gaetano De Leo e il suo staff e in cui il tema dello psicologo criminologo e la psicologia giuridica e diversi ambiti di intervento era ben chiarita, e in particolare per la psicologia penitenziaria.
Credo sia giunto il momento di accendere il focus -soprattutto per cui è psicologo in formazione- su questo tema.
La psicologia penitenziaria è un ambito della psicologia giuridica dove è necessario avere diverse competenze, clinica , conoscenze giuridiche e di ordinamento penitenziario, conoscenza di psicologia delle organizzazioni e di comunità, conoscenza sui temi della tossicodipendenza, psichiatria e tematiche inerenti ad abuso e violenza di genere. insomma anche una buona dose di ‘saper stare’ in questi ambienti e capacità di ascolto “senza giudizio” che secondo me è alla base per poter svolgere un incarico di psicologo in questi contesti.
Io spero tanto che l’ attivazione di un confronto all’interno di questo gruppo possa consentire una circolazione di informazioni ma anche di idee o progetti, che possano essere per tutti noi di stimolo per una maggiore conoscenza di questo ambito e su come affrontare eventuali dubbi e criticità per chi vi opera.
buon lavoro
laura monteleone5 Commenti-
Buonasera! Sono pienamente d’accordo con il suo pensiero: all’interno dell’università si parla poco di psicologia giuridica e delle specifiche aree e modalità di intervento che ne fanno parte. Inoltre, da poco sono venuta a conoscenza dello “spazio giallo” presente nelle carceri di varie regioni italiane e lo ritengo fondamentale per la garanzia e la tutela delle relazioni familiari significative! Sto avviando la mia carriera professionale qui in Umbria e purtroppo questo servizio non è presente nel territorio. Sono curiosa e interessata a conoscere questo contesto di intervento e comprenderne le dinamiche lavorative. La ringrazio per la condivisione!-
Giulia, ben trovata. si il cosi detto ‘spazio giallo’ rappresenta l’attuazione del fine stesso del trattamento penitenziario, cioè quello rieducativo non solo rispetto alla commissione di un comportamento deviante e quindi delinquenziale, ma a volte anche rispetto a comportamenti relazionali ‘scorretti’ e che non tengono conto delle emozioni e della affettività. Non sempre ‘spazio giallo” è un luogo permanente e ben individuabile all’interno di un istituto detentivo, ma può corrispondere a progetti che mettono al centro il mantenimento e/o recupero della genitorialità. Forse, percorrere questa strada permetterebbe di attrarre di più ‘il ‘detenuto verso percorsi trattamentali e forse, l’impiego di figure professionali, fortemente specializzate nella psicologia dinamica e relazionale, rederebbe più efficace la possibilità di recupero del detenuto stesso. Se siete a conoscenza di esperienze di questo genere sarebbe interessante parlarne e avviare un confronto.lm
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Ciao Laura… quant’è affascinante il mondo dello psicologo penitenziario… Mannaggia che non ho tempo per fare un’esperienza.
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Per chi desidera avvicinarsi al mondo della psicologia penitenziaria, vi aspetto martedì 7 luglio ore 18 su psicologia in tribunale (troverete il link per accedere) al webinar gratuito dove potremmo confrontarci su questo ambito della psicologia giuridica. Se avete domande o volete degli approfondimenti ne potremo parlare insieme. a martedì7 luglio!
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