Nel campo della criminologia, il disturbo psicotico condiviso assume particolare rilevanza nell’analisi di alcune dinamiche relazionali che caratterizzano le coppie di serial killer. In questi casi, si osserva come uno dei due partner eserciti una tale influenza sull’altro da causarne una frattura nei precedenti riferimenti morali, affettivi e valoriali (Mastronardi et al., 2012).

Un evento traumatico può segnare profondamente la vita di una persona. Tuttavia, non ogni esperienza dolorosa dà automaticamente diritto a un risarcimento. In ambito giuridico-forense, la domanda cruciale è: quando il trauma psicologico si trasforma in un danno psichico risarcibile? E soprattutto: come può lo psicologo giuridico dimostrare il nesso causale richiesto dal giudice?

Negli ultimi giorni stanno circolando informazioni confuse sulla conferma dell’iscrizione negli Albi CTU. Facciamo chiarezza in modo semplice.La normativa prevede che non sia il consulente a doversi attivare spontaneamente. È il Comitato per la vigilanza sugli Albi CTU e Periti che, in occasione della revisione periodica degli elenchi, deve inviarti una comunicazione formale

Negli ultimi mesi, il termine “maranza” è entrato con forza nel dibattito pubblico, diventando una parola–contenitore capace di evocare, in modo indistinto, disagio giovanile, devianza, criminalità urbana e insicurezza sociale. Come spesso accade in questi casi, l’allarme si è diffuso più rapidamente delle analisi, trasformando un fenomeno complesso in un’etichetta semplificante, utile a generare consenso emotivo ma poco efficace sul piano preventivo e giuridico.

Con la recente sentenza Rizzetto e altri c. Italia, la Corte EDU ha ribadito che non esiste un obbligo generalizzato per il giudice nazionale di disporre una consulenza tecnica d’ufficio per accertare un danno psichico, ai sensi dell’art.6 CEDU, essendo coerente con la giurisprudenza europea, per cui la Corte non impone specifiche modalità istruttorie e non si sostituisce ai giudici nazionali nella valutazione delle prove.




