Forme della violenza di genere. Come riconoscerle

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Psicologia

Forme della violenza di genere. Come riconoscerle

Mariarita Guglielmi

Psicologa, specialista in Psicologia Giuridica e Forense, collaboratrice volontaria e membro della Community di Psicologia in Tribunale.

Violenza di genere

La violenza di genere è un fenomeno sociale e sistemico che affonda le sue radici nella cultura del patriarcato. Alla base di una cultura maschilista si struttura un sistema di credenze caratterizzato da stereotipi di genere che tendono a definire il ruolo della donna dal punto di vista sociale. Questo porta inevitabilmente alla normalizzazione e all’accettazione di dinamiche discriminatorie che vengono interiorizzate e che spesso si fa fatica a riconoscere e a sradicare.

La violenza domestica 

Quando parliamo di violenza domestica ci riferiamo a tutti gli atti di violenza che si verificano all’interno del nucleo familiare, ma anche tra attuali o precedenti partner che non necessariamente condividono la stessa residenza. Il comune denominatore è il perpetrarsi della violenza all’interno di una relazione di intimità.

Le forme della violenza

  • Violenza fisica: comprende ogni forma di azione che mette a rischio l’integrità fisica della donna.

  • Violenza psicologica: comprende tutti quei comportamenti che ledono e/o indeboliscono la dignità della donna.

  • Violenza sessuale: comprende ogni forma di azione volta ad imporre pratiche sessuali indesiderate.

  • Violenza economica: comprende atteggiamenti e/o comportamenti diretti o indiretti di controllo volti ad ostacolare l’indipendenza economica della donna.

Come riconoscerne i segnali

La violenza fisica è forse la forma di violenza più semplice da riconoscere. Comprende agiti quali spingere, mordere, strattonare, tirare calci, pugni o schiaffi, causare bruciature di sigarette, rompere o lanciare oggetti vicino alla donna, strappare i capelli, minacciare con un’arma, tentare di strangolare, bloccare fisicamente impedendo movimenti, tenere forzatamente svegli, privare di cure mediche.

Gli agiti della violenza psicologica sono spesso più subdoli e meno espliciti: spaventare con gesti, sguardi e parole; denigrare, svalutare e umiliare; rifiutarsi di ascoltare (spesso con atteggiamento punitivo); colpevolizzare la donna; ricattare, minacciare di violenza o di morte; ridicolizzare, deridere, squalificare; isolare la donna impedendole di uscire, andare a lavoro, incontrare amici; limitare la sua libertà personale, manifestare gelosia estrema e possessività (spesso con accusa di infedeltà).

I segnali della violenza economica: negare o limitare l’accesso alle finanze familiari; ostacolare o vietare alla donna di lavorare fuori casa o appropriarsi dei suoi guadagni o dei suoi risparmi; indebitare e attuare a proprio vantaggio e a svantaggio della donna ogni forma di tutela giuridica (ad esempio, intestazione di immobili); sfruttare la donna come forza lavoro nell’azienda familiare negandole una retribuzione; non adempiere ai doveri di mantenimento stabiliti dalla legge.

È violenza sessuale: costringere al rapporto sessuale o imporre pratiche indesiderate con la forza o mediante minacce o ricatti; costringere ad utilizzare materiale pornografico o ad avere rapporti in presenza di altre persone. L’assenza di resistenza da parte della donna NON ESCLUDE CHE SI TRATTI DI VIOLENZA.


Ritengo di essere vittima di violenza. Cosa faccio?

  • Puoi denunciare, ma non sempre ci si sente pronte a farlo. E QUESTA NON È UNA COLPA.

  • Puoi rivolgerti ai centri antiviolenza del tuo territorio che offrono alle donne vittime di violenza supporto legale e psicologico gratuiti.

  • Puoi chiedere aiuto ad un/a professionista della Rete di Psicologia in Tribunale, in base alle tue esigenze: avvocato/a, psicologo/a, psicoterapeuta.

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