Vittime della strada: prevenzione e trauma. Il ruolo centrale della psicologia

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Psicologia

Vittime della strada: prevenzione e trauma. Il ruolo centrale della psicologia

Stefania Tucci, psicologa , psicoterapeuta, divulgatrice scientifica, co-founder, membro del CTS e responsabile della divulgazione di Psicologia in Tribunale.

La Giornata Mondiale in Memoria delle Vittime della Strada, che si celebra ogni anno a novembre, nasce per ricordare chi ha perso la vita o riportato lesioni gravi a causa di un incidente e per richiamare l’attenzione sui temi della prevenzione e della sicurezza stradale.
Il tema guida del 2025 è strettamente connesso agli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, che chiedono un impegno chiaro: dimezzare il numero di morti e feriti gravi su strada entro il 2030.

Incidentalità stradale: un’emergenza che persiste

Negli ultimi anni l’andamento degli incidenti è stato altalenante. I dati più recenti mostrano un calo incoraggiante, ma il 2025 è segnato anche da una ripresa degli incidenti rispetto ai primi semestri del 2019.
La sicurezza stradale rimane quindi una priorità, affrontata in modo esplicito dal Goal 3 dell’Agenda 2030 (Salute e benessere) e dal Piano d’Azione Globale per la Sicurezza Stradale 2021-2030, che promuove:

  • politiche di prevenzione basate sull’educazione stradale,

  • miglioramenti infrastrutturali e veicolari,

  • riduzione della velocità e dei comportamenti a rischio,

  • una maggiore sensibilizzazione della popolazione.

Tutto questo, però, non può prescindere dalla comprensione del trauma e delle sue conseguenze.


Il trauma dell’incidente: un impatto che non si esaurisce nell’attimo

Un incidente stradale non è mai “un momento”: è un impatto che ritorna. Si ripete nella mente, nel corpo e nelle relazioni. Segna la vita dei sopravvissuti e quella dei loro familiari.

Che cos’è un trauma?

Il trauma psicologico emerge quando un’esperienza supera le nostre capacità di contenimento emotivo.
Nel caso di un incidente:

  • sul piano fisico, espone al pericolo della morte o di gravi lesioni;

  • sul piano psichico, infrange la continuità della nostra vita e la sensazione di sicurezza.

Il trauma non riguarda solo eventi improvvisi e violenti. È una condizione trasversale, che può essere prodotta da:

  • violenze fisiche o psicologiche,

  • eventi bellici,

  • condizioni di profuganza,

  • catastrofi naturali,

  • forme di disagio protratto nel tempo, come maltrattamenti o precarietà economica.

È forse la condizione di sofferenza più diffusa al mondo.


Le conseguenze psicologiche degli incidenti stradali

Gli incidenti stradali generano un costo umano, emotivo, sanitario, lavorativo e sociale enorme. Le ripercussioni psicologiche sono spesso invisibili e sottovalutate.

Tra i sintomi più comuni in vittime e familiari troviamo:

  • cefalee, insonnia, incubi, tachicardia, sudorazione, tremori;

  • ipervigilanza, esagerate risposte d’allarme, irritabilità o esplosioni di rabbia;

  • ansia intensa, angoscia, depressione;

  • difficoltà di memoria e concentrazione;

  • evitamento e comportamenti di ritiro sociale;

  • abuso di alcol, nicotina o psicofarmaci;

  • perdita di fiducia in sé, senso di colpa e responsabilità irrealistica;

  • attenuazione della reattività emotiva, numbing, distacco affettivo;

  • riduzione del desiderio sessuale, problemi relazionali;

  • diminuzione della progettualità futura.

Il trauma stradale non colpisce solo chi sopravvive: colpisce attorno. Chi perde un familiare o vive accanto a una persona che ha riportato danni permanenti può sviluppare nel tempo disturbi altrettanto gravi.


L’assenza di una rete psicologica strutturata

Nei principali Paesi occidentali esistono servizi integrati a sostegno delle vittime di trauma, compresi incidenti stradali. Le reti di supporto includono pronto intervento psicologico, percorsi terapeutici dedicati e supporto ai familiari.

In Italia, però, esistono centri specializzati per le vittime di violenza sessuale, ma quasi nulla per le vittime di incidenti stradali, domestici o sul lavoro. Le persone restano spesso sole, senza un sistema di presa in carico psicologica adeguato e continuativo.


Il ruolo fondamentale dello psicologo

Lo psicologo è l’unico professionista in grado di intervenire sui livelli di prevenzione legati al trauma:

1. Prevenzione terziaria

Quando il disturbo post-traumatico è già consolidato, lo psicologo accompagna la persona in un percorso psicoterapeutico volto a ridurre la cronicizzazione del trauma e a ricostruire la qualità della vita.

2. Prevenzione secondaria

Nell’immediato post-incidente, un intervento tempestivo può evitare che l’esperienza traumatica si cristallizzi, aiutando la persona a dare senso all’accaduto e a gestire le prime reazioni emotive.

3. Prevenzione primaria

L’intervento dello psicologo può contribuire alla riduzione del rischio attraverso:

  • campagne di sensibilizzazione,

  • educazione alla sicurezza stradale,

  • interventi mirati ad aumentare la consapevolezza del rischio,

  • sostegno a vittime e familiari, che riduce a sua volta comportamenti disfunzionali e impulsivi.

Non si può fare vera prevenzione degli incidenti senza la psicologia. Le reazioni umane al rischio, alla velocità, allo stress e all’impulsività sono processi psicologici: ignorarli significa rinunciare a incidere sulle cause profonde dell’incidentalità.


Trauma, lutto e solitudine: perché serve più empatia sociale

Chi non ha vissuto un trauma tende a pensare che, riparati i danni fisici o “elaborato il lutto”, il percorso sia concluso. Ma non è così.

Una persona traumatizzata spesso:

  • si sente isolata e non compresa,

  • percepisce gli altri come distanti o spaventati dal suo dolore,

  • vive in una società che corre troppo per potersi fermare ad ascoltare.

Il trauma fa paura perché ci ricorda la nostra vulnerabilità. Per questo spesso si evitano le testimonianze di chi soffre. Eppure, una società più empatica e preparata è anche una società più sicura.


Ricordare per prevenire

La Giornata Mondiale delle Vittime della Strada non è solo un momento di memoria, ma un impegno collettivo per migliorare la sicurezza stradale, per ridurre gli incidenti, e soprattutto per non lasciare sole le vittime e i loro familiari.

La psicologia, con il suo contributo allo studio del trauma, alla cura e alla prevenzione, rappresenta una risorsa imprescindibile. Solo riconoscendo la profondità delle ferite invisibili possiamo promuovere un vero cambiamento culturale.

Molti sono gli eventi illeciti e i reati colposi o dolosi a seguito dei quali si rende necessaria una valutazione e una quantificazione del danno biologico di tipo psichico e del danno da pregiudizio esistenziale. I danni causati da incidenti o da altri eventi sono un lavoro tipico degli psicologi giuridico forensi. Dimostrare un nesso causale tra un reato o un illecito e l’alterazione dell’integrità psichica richiede infatti, precisione, competenze specifiche e rigore deontologico, al pari di un approccio multidisciplinare che sia in grado di coniugare le conoscenze psicologiche con quelle neuropsicologiche, mediche e giuridiche. Se sei interessato ad approfondire, segui il corso sulla valutazione del danno che trovi nella nostra Academy.

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