Adolescenti, interrealtà e cyberdevianza. Tra prevenzione e recupero

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Adolescenti, interrealtà e cyberdevianza. Tra prevenzione e recupero

Il processo di costruzione dell‘identità virtuale, la cui scarsa consapevolezza può favorire uno scivolamento nelle derive del narcisismo social e incentivare un’esposizione mediatica incauta, è spesso alla base di condotte devianti agite o subite. In questo Seminario approfondiamo insieme a Maria Pia Fontana, autrice del libro “Adolescenti, interrealtà e cyberdevianza. Tra prevenzione e recupero” , edito da Franco Angeli, questo tema così attuale, a partire dall’analisi e dalle ricerche sulla costruzione dell’identità virtuale che sposta il focus dell’indagine psicologica su dinamiche intra-psichiche finora ignote. Il testo fornisce sia un’analisi accurata dei fattori di rischio e delle manifestazioni della devianza che utili esemplificazioni di progettualità e di interventi socioeducativi per la prevenzione e per il recupero della criminalità minorile web-mediata. Particolarmente rilevante è l’analisi dei case studies relativi a tre adolescenti sottoposti a programmi di messa alla prova ex art. 28 DPR 448/88. Qual è l’impatto che la rivoluzione digitale ha prodotto sugli adolescenti e sugli stili educativi genitoriali? Tanti fenomeni dei quali siamo quotidianamente testimoni nel nostro lavoro e più in generale nella società non possono essere analizzati adeguatamente, se non partiamo da questa fondamentale domanda. E la dr.ssa Fontana, nel libro che presentiamo e durante questo interessante incontro, ci parla proprio di questa rivoluzione sotterranea che attraversa la nostra contemporaneità. Il processo di costruzione dell‘identità virtuale, la cui scarsa consapevolezza può favorire uno scivolamento nelle derive del narcisismo social e incentivare un’esposizione mediatica incauta, è spesso alla base di condotte devianti agite o subite. L’area dei rischi intercetta tre dimensioni nevralgiche, confinanti e interconnesse:  la cyber-stupidity, nella quale confluiscono sprovvedutezza, ignoranza e superficialità, la cyber-dipendenza, che, nelle forme più gravi, produce il ritiro sociale, e la cyber-devianza, che assume una fisionomia molto più complessa del cyberbullismo. COMMUNITY Psicologia in Tribunale Ti è stato utile questo articolo?ISCRIVITI alla nostra × Iscriviti alla nostra Newsletter Rimani aggiornata con i nuovi corsi e le promozioni. Indirizzo email Nome Cognome Seleziona il tuo profilo * — Seleziona il tuo profilo — Assistente sociale Avvocato Psicologo Medico Altro Inviando acconsento al trattamento dei dati personali ai sensi del nuovo Regolamento Europeo 2016/679 (GDPR). Per maggiori informazioni vi chiediamo di legge la nostra Informativa completa sulla Privacy. Lascia questo campo vuoto se sei umano:...

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