Nonni e nipoti: un legame da tutelare
Sonia Ruggieri
Psicologa ad indirizzo clinico, psicoterapeuta sistemico relazionale e terapeuta EMDR, specialista in Psicologia giuridica e forense, professionista della Rete di Psicologia in Tribunale.
Nessuno può fare per i bambini ciò che fanno i loro nonni. I nonni cospargono una sorta di polvere di stelle sulla vita dei loro nipotini. Alex Haley
La “Festa Nazionale dei nonni” è una ricorrenza civile, che in Italia si celebra il 2 ottobre, a norma della legge n. 159 del 31 luglio 2005, quale momento per celebrare l’importante ruolo e le crescenti funzioni assunte dai nonni nella famiglia e nella società in generale.
Le relazioni familiari costituiscono i mattoni per la costruzione dell’identità individuale: le esperienze interpersonali dei primi anni di vita influenzano lo sviluppo emotivo, affettivo e relazionale. I nonni rappresentano, sin dalle fasi precoci di vita, una risorsa significativa per lo sviluppo psicologico dei nipoti e per il sostegno alla complessità degli equilibri familiari.
La presenza dei nonni non solo garantisce ai genitori supporto pratico, talvolta anche di natura economica nell’esercizio delle attività quotidiane, ma promuove anche una connessione emotiva con i nipoti che generalmente rimane costante nel tempo.
Il coinvolgimento dei nonni nella crescita dei nipoti, nel rispetto dei ruoli e dei confini con i genitori, influenza positivamente la salute mentale dei nipoti. Numerosi studi individuano nel legame nonno-bambino un “fattore protettivo” per entrambi, a condizione che i nonni non si sostituiscano arbitrariamente alle figure genitoriali, ma collaborino allo sviluppo fisico ed emozionale del bambino, non siano ancorati a superate pratiche genitoriali bensì competenti sulle norme di sicurezza e aggiornati sulle novità in termini di alimentazione infantile, di puericultura, di pedagogia, di aspetti socioeducativi (Miceli, 2016).
La natura e la qualità delle relazioni interpersonali nei primi anni di vita favoriscono il benessere emotivo e la resilienza; la stabilità e continuità delle relazioni familiari aiuta a sviluppare la fiducia in se stessi e una più funzionale percezione di sé e del mondo.
La presenza dei nonni ha un impatto significativo sul benessere dei nipoti, in particolare in situazioni di separazione ad alta conflittualità, nelle quali il loro sostegno può fornire quel senso di continuità e sicurezza che rischia di venir meno da parte dei genitori, incapsulati nel loro conflitto.
Le interazioni tra nonni e nipoti rappresentano esperienze condivise fondamentali per lo sviluppo dell’identità personale e della memoria familiare, grazie alla funzione del racconto del passato, tipicamente svolta dai nonni, i nipoti recepiscono valori etradizioni familiari, che ne rafforzano l’identità culturale.
I nonni non solo forniscono un supporto emotivo difficile da eguagliareda parte di altre figure significative, ma arricchiscono la vita dei nipoti attraverso una vasta gamma di esperienze, ludiche e di apprendimento, che ne promuovono la salute mentale, il benessere emotivo e le capacità di adattamento.
Etimologicamente, Il termine “nonno” deriva dal latino tardo nonnus, che significava “monaco” o “balio” (un uomo che si prende cura dei bambini), significato che si è poi evoluto per indicare qualsiasi uomo anziano, venerabile e, nello specifico, il genitore di uno dei propri genitori.
L’evoluzione etimologica del termine “nonno” procede dunque da un significato riferito all’autorità e la cura (monaco, balio) a quello di una figura familiare anziana, punto di riferimento stabile e sicuro per la famiglia, soprattutto in momenti di difficoltà o cambiamento; nonché fulcro del legame con il passato, delle radici della famiglia e della memoria storica familiare, quale ponte tra le generazioni.
Nell’immaginario collettivo, il ruolo dei nonni incarna in termini affettivi la figura archetipica dell’accettazione e dell’amore incondizionato, l’amore dei nonni è infatti totale, indulgente, comprensivo e complice. La figura del nonno simboleggia inoltre il sapere pratico e la saggezza.
La condivisione di esperienze tra nonni e nipoti, dagli hobby ai racconti familiari, favorisce la trasmissione di valori e tradizioni e trasmette una memoria familiare.
IL RICONOSCIMENTO NORMATIVO DEL RAPPORTO AFFETTIVO NONNI-NIPOTI.
In termini giuridici la rilevanza della figura dei nonni si traduce nel diritto del minore alla trigenerazionalità, concetto psicogiuridico che riconosce il valore delle relazioni intergenerazionali per lo sviluppo emotivo, sociale e culturale dei minori e si riferisce all’importanza per i bambini di aver riconosciuta e tutelata una relazione significativa con le tre generazioni della famiglia: genitori, nonni e talvolta, quando ancora viventi, bisnonni.
Il quadro normativo e giurisprudenziale più recente sottolinea l’esigenza di salvaguardare l’interesse del minore alla continuità delle relazioni affettive con le figure significative per la sua crescita e la sua identità, nel rispetto del principio del best interest of the child.
La tutela del diritto del minore alla conservazione del rapporto affettivo si declina, rispettivamente, nel diritto a crescere in famiglia e in quello a mantenere rapporti significativi con gli ascendenti.
Il riconoscimento giuridico nel nostro ordinamento del diritto dei minori a mantenere relazioni significative con le generazioni più anziane della famiglia è espressione della rilevanza attribuita alle relazioni trigenerazionali in termini di:
✓ contributo allo sviluppo dell’identità, della sicurezza emotiva e delle competenze sociali dei nipoti, ossia in termini di sviluppo emotivo e sociale;✓ trasmissione di valori, tradizioni, storie e miti familiari, potenziandone le capacità di comprensione del mondo e arricchendone l’identità;✓ funzione di supporto emotivo e guida.
I nonni svolgono inoltre molteplici funzioni di carattere pratico a supporto dei genitori e del processo di crescita dei propri nipoti: forniscono un aiuto concreto nella gestione delle attività quotidiane; assolvono a funzioni di accudimento, di accompagnamento a scuola e alle attività extrascolastiche; di supporto nei compiti scolastici.
I nonni svolgono infine una funzione di mediazione rispetto al compito educativo di spettanza dei genitori, rispetto i quali sono in una posizione per certi versi privilegiata, in quanto liberi dal ruolo vincolante di educatori, cui i genitori non possono invece sottrarsi. I nonni hanno il vantaggio, rispetto i genitori, di poter privilegiarela funzione ludica rispetto quella normativa, il piacere di stare coi nipoti rispetto al dovere di educarli, nonché permettere loro qualche eccezione alla regola per favorire l’alleanza e la complicità.
LA FUNZIONE DEI NONNI NELLA FAMIGLIA IN CRISI
Nei casi di genitori separati i nonni svolgono l’importante funzione di garantire, ai minori coinvolti in situazioni di conflittualità tra i genitori, un senso di continuità e il mantenimento di un senso di legame familiare, offrendo stabilità e sicurezza. Possono rappresentare uno stabile punto di riferimento emotivo e affettivo, quando i genitori, troppo focalizzati sul conflitto, non riescono a garantire ai figli il necessario supporto emotivo.
I nonni possono anche svolgere in tali situazioni un importante ruolo di mediazione nei conflitti familiari, utilizzando la loro capacità di ascoltare e comprendere i diversi punti di vista e la loro esperienza di vita per facilitare la comunicazione, ridurre le tensioni e proporre soluzioni equilibrate, con grande vantaggio sia per le relazioni famigliari, sia al fine di creare un contesto di vita più stabile per i nipoti, attutendo l’impatto dei conflitti sulla loro crescita.
Il loro ruolo nel processo separativo è cruciale come punto di riferimento stabile e affettivo per i bambini, che possono così trovare serenità e continuità in un momento di incertezza e instabilità della famiglia nucleare.
Il comma 1° dell’art. 155 del Codice civile, così recita: “Anche in caso di separazione personale dei genitori il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi, di ricevere cura, educazione ed istruzione da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale”.
Nelle famiglie separate, il diritto dei nonni alla frequentazione dei nipotiè sancito dall’articolo 337-ter del Codice civile, nella parte in cui prevede il diritto del minore a mantenere rapporti significativi, nonostante la disgregazione del suo nucleo familiare, con i parenti di ambedue le stirpi.
La continuità del rapporto con i nonni è dunque tutelato anche nei giudizi di separazione e divorzio, l’art. 317 bis c.c. riconosce infatti ai nonni la facoltà di ricorrere al giudice, in caso di impedimento del rapporto con i nipoti, affinché siano adottati i provvedimenti più idonei, nell’esclusivo interesse del minore.
Risponde infatti all’interesse superiore del minore mantenere inalterati i rapporti affettivi già consolidati, per cui se i nonni rappresentano figure di riferimento significative per un equilibrato e pieno sviluppo psicofisico del minore, il loro interesse al legame con il nipote va tutelato anche nel caso di opposizione espressa di uno o entrambi i genitori. Nei casi in cui il legame affettivo non abbia significatività o concretezza viene comunque riconosciuta la legittimità dell’adozione di provvedimenti ai sensi dell’art. 317-bis cod. civ. a riconoscimento, tutela e piena attuazione del diritto del minore al rapporto affettivo con i nonni.
Per proteggere tale diritto la Legge n. 54 del 2006, riformulando l’art. 155 del c.c., ha introdotto il principio di conservazione dei rapporti significativi con gli ascendenti e i parenti di ciascun ramo genitoriale, riconoscendo implicitamente l’importanza della figura dei nonni nell’educazione dei nipoti.
La principale riforma nazionale in tema di filiazione (la Legge 10 dicembre 2012, n. 219), che ha rafforzato il riconoscimento del diritto degli ascendenti ex art. 317-bis cod. civ. si colloca nel solco dell’orientamento della giurisprudenza europea e degli standard internazionali.
Con l’entrata in vigore, nel 2014, inoltre, del Decreto Legislativo 28/12/2013 n. 154, sono state introdotte significative novità in materia di filiazione e di rapporto nonni-nipoti, con il riconoscimento ai nonni della possibilità di intraprendere azioni giudiziarie per garantire i propri diritti nei confronti dei nipoti. In virtù dell’articolo 317 bis c.c., l’ascendente al quale è impedito l’esercizio di tale diritto può infatti ricorrere al Giudice del luogo di residenza abituale del nipote affinchénell’esclusivo interesse dello stesso, adotti i provvedimenti più idonei.
La Riforma Cartabia non ha introdotto direttamente nuove norme sulle relazioni tra nonni e nipoti, ma in applicazione dell’articolo 317-bis del Codice civile, ha permesso un accesso diretto dei nonni al procedimento di separazione/divorzio, al fine di una più efficace tutela del loro diritto di visita, presentando istanza per ottenere provvedimenti più idonei a tutelare il loro rapporto con i nipoti, evitando la necessità di ricorrere a procedimenti separati.
Nell’ambito dei giudizi di separazione e divorzio, è riconosciuto anche al genitore il diritto a richiedere la regolamentazione dei rapporti anche fra ascendenti e nipoti, al fine di tutelare l’interesse prevalente del minore alla frequentazione della propria famiglia di origine e a veder realizzato un rapporto significativo con i nonni, laddove ostacolato ad esempio dall’altro genitore, come accade nei casi di rifiuto da parte del minore di uno dei genitori, rifiuto che spesso coinvolge anche il ramo parentale del genitore.
Nella recente ordinanza n. 3539/2025, la Corte di cassazione ha delineato la possibilità di regolare il rapporto tra i nonni e i nipoti nell’ambito dei giudizi di separazione e divorzio, di competenza del Tribunale Ordinario, secondo il seguente principio di diritto:
“nel giudizio di separazione il genitore è ben legittimato a richiedere la regolamentazione dei rapporti fra ascendenti e nipoti in caso di condotte ostative da parte dell’altro genitore, ai sensi degli articoli 337 ter e seguenti c.c.”.
La tutela del rapporto nonni-nipoti: quale futuro tra rischi e opportunità.
In conclusione, l’attenzione al diritto del minore alla trigenerazionalità e le iniziative legislative a tutela del diritto di visita dei nonni e della continuità delle relazioni familiari, evidenziano l’importanza riconosciuta dal nostro ordinamento allastabilità delle relazioni intergenerazionali per lo sviluppo psicologico e il benessere dei bambini. Riconoscere e supportare queste relazioni può avere benefici duraturi per i minori e per le famiglie nel loro complesso.
La legge italiana tutela il diritto di visita dei nonni, al fine di mantenere rapporti significativi con i nipoti, anche in caso di separazione dei genitori. Se uno dei due genitori ostacola tale legame, i nonni possono rivolgersi al giudice, per ottenere un provvedimento di regolamentazione del loro diritto di visita, nel rispetto del principio del superiore interesse del minore; la tutela del rapporto con i nonni è infatti subordinata alla valutazione se tale frequentazione sia effettivamente positiva e vantaggiosa per il minore.
Il ruolo dei nonni si rivela fondamentale non solo per la salute mentale dei nipoti, ma anche per il rafforzamento delle relazioni familiari. Essi offrono un supporto emotivo prezioso, fungendo da pilastri stabili nella vita dei bambini e contribuendo a creare un ambiente di crescita positiva. Questa stabilità è particolarmente importante in un’epoca in cui i conflitti familiari possono esporre i minoro a condizioni di significativa instabilità affettiva e relazionale.
In questo contesto, l’impegno attivo dei nonni diventa un elemento chiave per garantire stabilità e sicurezza e promuovere relazioni familiari armoniose.
I fattori di rischio nella tutela del rapporto nonni-nipoti possono essere rintracciati nei rilevanti cambiamenti demografici, connessi all’invecchiamento della popolazione, che possono interferire con la capacità dei nonni, se troppo anziani, di apportare un contributo significativo alle relazioni intergenerazionali, in virtù della generale crisi economica e della mancanza di un lavoro stabile che, di frequente, costringe le coppie a fare figli in età avanzata.
I dati ISTAT evidenziano un quadro demografico in rapida evoluzione: al 1° gennaio 2025, circa un quarto della popolazione italiana ha almeno 65 anni, con un numero crescente di over 80. È in aumento anche l’età media in cui si diventa nonni, passando tra il 1998 e il 2016 da 59 a 62 anni per gli uomini e da circa 54 a 59 per le donne.
Inoltre, la velocità della trasformazione digitale può creare un divario generazionale rilevante e un’eccessiva differenza di linguaggi ed esperienze.
Il modello incarnato dai nonni di oggi appare dunque molto distante da quello tradizionale patriarcale, i nonni attuali si differenziano nettamente dalle generazioni precedenti per un coinvolgimento più consistente in termini di tempo e risorse economiche dedicate ai nipoti.
Si delinea dunque un diverso profilo della figura tradizionale, nonni dinamici, al passo con i tempi, attivi e propositivi, con molteplici interessi, che leggono, viaggiano, utilizzano il computer e i motori di ricerca di Internet. Sono nonni che hanno un buon livello di istruzione, desiderano stabilire un legame affettivo con i nipoti e cercano di proporsi come utile sostegno ai genitori, senza sostituirsi a loro (Miceli, 2016).
La tutela della fondamentale funzione dei nonni nello sviluppo della personalità dei nipoti deve naturalmente essere ulteriormente implementata, tramite un’attenzione particolare a leggi e politiche familiari, in uno scenario sociale soggetto a repentini cambiamenti, rivolte al riconoscimento dell’importanza per i bambini della continuità affettivo-relazionale, e volte a garantirne la promozione e il supporto, tramite strategie e programmi di sostegno per le famiglie, specificatamente pensati per garantire ai nipoti la continuità nelle relazioni intergenerazionali significative, risorsa fondamentale per una crescita armoniosa.
Bibliografia
Costanzi C. (a cura di), 2015. Nonni, nipoti e genitori nel XXI secolo, edizioni Erickson.
Genta, M. L. (2022). Nonni e nipoti. Le concezioni sulla vecchiaia e le relazioni intergenerazionali.
Merenda A. (a cura di), 2019. Psicodinamica delle famiglie contemporanee, Palermo University Press
Miceli, R. (2016). Il ruolo dei nonni nel sistema familiare, https://www.lastampa.it/scienza/2016/01/30/news/il-ruolo-dei-nonni-nel-sistema-familiare-1.36556666/
Vegetti Finzi, S. (2017) “Nuovi nonni per nuovi nipoti”, La gioia di un incontro. Milano: Mondadori.
Zanatta, A. L. (2013). I nuovi nonni. Una risorsa cruciale per le famiglie di oggi. Bologna: Il Mulino.
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