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      Rossella Apuzzo pubblicato

      2 anni, 3 mesi fa

      Carissimi colleghi, buonasera, sono coinvolta come CTP in un caso di affido di minore di 9/10 anni con 2 genitori che abitano in zone geografiche molto distanti (madre Salerno- padre Macerata): io assisto il padre. Adesso, il cliente, mi chiede di poter avere il trasferimento della residenza abituale del figlio presso (o casa sua – o casa dei genitori di lei su a Recanati!) ma per 8 anni il minore ha vissuto giù, frequentando scuole, amici giù. Il padre, intanto è molto presente, ma percorre molti km ogni volta per vederlo 1 volta al mese mentre la madre, non ha la macchina per spostarsi nè lavora viene aiutata dalla sua famiglia d’origine ( che intanto è tutta su a Recanati!). A Capaccio (SA), vive solo lei, si è trasferita dopo la separazione dal suo ex, con la ragione di un lavoro in un’azienda, perchè di fatto quando il contratto è scaduto, non ha più cercato lavoro ed è rimasta giù (senza motivi oggettivi solo per sua scelta!). I parenti di questo bambino e il padre sono tutti su a Recanati, giù c’è solo la mamma e il compagno attuale (ma non convivono insieme). Il padre ha un nuova compagna con cui ha avuto un bambino da pochi mesi e con i quali il minore ha un ottimo rapporto. In diversi accessi il minore, esprime la preferenza di andare a vivere con il padre. Siamo verso l’ultima parte dello svolgimento delle operazioni peritali. In questi casi, come si ci può muovere? Ci sono buone premesse di poter proporre questo è l’ultimo anno delle elementari uno spostamento per l’inizio delle scuole medie presso la residenza (del padre o dei nonni materni e la madre potrebbe spostarsi lì) a Recanati, tra un anno? Il minore potrebbe avere una vita migliore se tutti e due i genitori fossero su. Da un lato mi dispiace andare contro i desideri di questa madre, ma è pur vero che la stessa ha preso una decisione senza tenere conto a 360 gradi dei bisogni più importanti del figlio e della vicinanza fisica ed emotiva al padre. La conflittualità post separazione può causare grandi risonanze. In che direzione posso andare, in qualità di CTP cosa si può fare e proporre? Premetto che il bambino vede suo padre 1 volta al mese ( 1 gg e mezzo premesso il viaggio di andata e ritorno tra venerdi pomeriggio e domenica pomeriggio) e il periodo estivo (mesi di giugno e agosto) e festività natalizie. Grazie del vostro prezioso aiuto. Il cliente è supportato da un avvocata proprio brava, però in qualità di CTP vorrei essere quanto più utile e soprattutto funzionale alla vita di questo bambino. Grazie mille Colleghi del vostro prezioso supporto.
      Come CTP vorrei poter proporre l’affido condiviso e lo spostamento della residenza del bambino presso Recanati (visto che lì’ ha tutta la sua famiglia paterna e materna) presso casa della madre – se la stessa si rendesse conto che vivere vicino ai legami familiari del bambino contribuisce a un sano sviluppo psico-fisico e a un facile accesso all’altro genitore.
      Sto sbagliando, in che direzione operativa si può andare? Si può agire in questo modo facendo il supremo interesse del minore? Grazie mille davvero di aiutarmi e di delinearmi la situazione migliore per questo bambino. Confido nella vostra disponibilità e competenza.

      5 Commenti
      • Ciao @rossellaapuzzo, al di là dei desiderata del padre, se nulla osta all’inversione del collocamento, atteso che il minore esprime la preferenza di andare a vivere con il padre e dunque appare il bambino disponibile a trasferirsi nelle Marche lasciando l’ambiente nel quale è cresciuto, mi pare ci siano tutti i requisiti per richiedere l’affidamento condiviso con collocazione presso l’abitazione paterna. Ma il CTU come si è espresso?
          • Maria Cristina, grazie dell’informazione! Il CTU ancora non si è espresso, la bozza arriva il 14 novembre e vediamo cosa contiene! Io i punti principali già me li sono segnati a favore del padre però il collega con cui condivido questa ctp, dice che solo nei casi gravi si può richiedere un cambio di collocamento a favore del padre in un affido condiviso – un po’ per la cultura italiana che è maternal preference -, quindi non è vero seguendo le tue linee guida? Il minore a breve compirà 10 anni e in vari ricorsi da parte dell’avvocato della madre è stato definito ancora immaturo per prendere una decisione. Io però vorrei provare anche a modificare la situazione – sia a favore del cliente che del minore che fa tutti questi viaggi – a discapito però della madre, anche se è una buona madre, nonostante il suo singolare interesse a trasferirsi così lontano a 500 km di distanza dalla residenza del padre di suo figlio. In tutto ciò tra di loro proprio per via di questa situazioni in atto vi sono innumerevoli ricorsi che partono dal 2016 al 2023, tra Tribunali e legali delle parti, riguardo all’affido condiviso di questo bambino e principalmente alla distanza geografica tra i due genitori.

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