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Essere genitori. La responsabilità che costruisce il futuro
Essere genitori. La responsabilità che costruisce il futuro
Augusto Di Stanislao psicologo clinico e giuridico/forense, psicoterapeuta sistemico relazionale. Già responsabile del Centro di Terapia Familiare e Relazionale della ULSS di Giulianova (TE) e docente di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione c/o UNIVAQ e di Clinica dell’Attaccamento c/o la Scuola di Specializzazione di Psicologia Clinica dell’UNIVAQ. Svolge attività di formazione per enti pubblici e privati, ed è autore di numerose pubblicazioni. Professionista della Rete di Psicologia in Tribunale.
Ogni anno, il 1° giugno, la Giornata Mondiale dei Genitori ci invita a riflettere su uno dei compiti più delicati e importanti della vita: accompagnare un figlio nella crescita, aiutandolo a diventare una persona autonoma, responsabile e capace di affrontare il mondo.
Essere genitori non significa controllare ogni aspetto della vita dei figli, né proteggerli da qualsiasi difficoltà. Significa, piuttosto, offrire presenza, affetto, guida e fiducia. È un equilibrio complesso tra protezione e libertà, tra sostegno e capacità di lasciare andare.
La responsabilità come ponte tra generazioni
La responsabilità genitoriale può essere considerata un vero e proprio ponte tra generazioni.
Attraverso questo ponte, i genitori trasmettono non soltanto regole e valori, ma soprattutto un modo di stare al mondo: il rispetto per sé e per gli altri, la capacità di tollerare le frustrazioni, di assumersi le conseguenze delle proprie scelte e di affrontare con coraggio le inevitabili difficoltà della vita.
I figli non hanno bisogno di adulti perfetti. Hanno bisogno di adulti credibili, coerenti e disponibili a mettersi in relazione con loro in modo autentico.
Nessun genitore cresce un figlio da solo
La crescita di un bambino o di un adolescente non dipende esclusivamente dalla famiglia. Scuola, insegnanti, educatori, allenatori, nonni e altre figure significative contribuiscono a costruire quella che viene definita alleanza educativa.
Quando gli adulti collaborano, condividendo responsabilità e obiettivi, il minore può contare su una rete solida e rassicurante. Questo contesto favorisce lo sviluppo dell’identità e aiuta i ragazzi a trovare la propria strada.
Il rischio dell’iperprotezione
Negli ultimi anni si è diffusa una tendenza che, pur partendo dalle migliori intenzioni, può ostacolare la crescita dei figli: l’iperprotezione.
Molti genitori, mossi dall’ansia e dal desiderio di evitare ai figli qualsiasi sofferenza, finiscono per sostituirsi a loro nelle difficoltà quotidiane. In questo modo, tuttavia, i ragazzi non sviluppano quelle competenze essenziali che permettono di affrontare la vita con sicurezza e autonomia.
La frustrazione, l’errore e l’insuccesso non sono esperienze da evitare a ogni costo. Sono occasioni preziose di apprendimento.
Genitori “elicottero” e genitori “spazzaneve”
In psicologia si utilizzano due espressioni per descrivere alcuni stili educativi particolarmente protettivi.
I genitori elicottero
Sono quei genitori che “sorvolano” costantemente sulla vita dei figli, controllando ogni aspetto della loro quotidianità e intervenendo immediatamente per risolvere i problemi.
Questo atteggiamento può limitare:
- lo sviluppo dell’autonomia;
- la capacità decisionale;
- la tolleranza alle frustrazioni;
- la fiducia nelle proprie risorse.
I genitori spazzaneve
Sono coloro che cercano di rimuovere in anticipo ogni ostacolo dal percorso dei figli, rendendo la loro strada apparentemente più semplice.
Anche in questo caso, il rischio è significativo: i ragazzi possono crescere con la convinzione di non essere in grado di affrontare da soli le difficoltà e con una minore capacità di costruire relazioni solide e mature.
Quando la realtà virtuale diventa un rifugio
Un ragazzo che non ha avuto l’opportunità di sperimentare gradualmente autonomia e responsabilità può sentirsi impreparato di fronte alla complessità del mondo reale.
In questi casi, il mondo digitale e i social network possono diventare un rifugio apparentemente più semplice e controllabile.
La tecnologia non rappresenta di per sé un problema. Il punto centrale è la qualità delle relazioni reali. Più un figlio si sente visto, ascoltato e compreso, meno avrà bisogno di cercare altrove un senso di appartenenza e di riconoscimento.
Le caratteristiche di una genitorialità efficace
La ricerca psicologica mostra che non esiste uno stile educativo valido in assoluto per tutti. Ogni bambino e ogni adolescente ha bisogni specifici.
Tuttavia, alcuni elementi sono costantemente associati a una crescita equilibrata:
- calore affettivo e supporto emotivo;
- ascolto e dialogo;
- regole chiare e coerenti;
- rispetto dell’individualità del figlio;
- incoraggiamento all’autonomia;
- capacità di porre limiti adeguati.
Essere autorevoli non significa essere rigidi. Significa saper coniugare fermezza e accoglienza.
I figli hanno bisogno di genitori presenti
In molte situazioni di disagio, il bisogno più profondo dei bambini e degli adolescenti non è quello di essere “aggiustati”, ma di sentirsi accompagnati da adulti emotivamente presenti, disponibili e affidabili.
La presenza genitoriale non si misura nel controllo, ma nella qualità della relazione.
Il mestiere più difficile e più importante
A Sigmund Freud viene spesso attribuita l’idea che educare sia uno dei compiti più difficili. Ed è davvero così.
Essere genitori significa confrontarsi quotidianamente con dubbi, paure e responsabilità. Significa accettare di non avere sempre le risposte giuste, ma continuare a esserci con attenzione, amore e coerenza.
In occasione della Giornata Mondiale dei Genitori, il riconoscimento più importante va a tutti coloro che, con i loro limiti e le loro risorse, si impegnano ogni giorno a costruire quel ponte invisibile che collega il presente dei figli al loro futuro.



