Dialogando sul Diritto di Famiglia – Come riconoscere la "rabbia che uccide i figli": una responsabilità collettiva - 27 gennaio

Dialogando sul Diritto di Famiglia – Riconoscere la “rabbia che uccide i figli”: responsabilità collettiva – 27 gennaio

Gratuito

Il secondo incontro del ciclo “Dialogando sul Diritto di Famiglia. Psicologi e Giuristi a confronto” parte da un gravissimo episodio di cronaca, quello di Daniele, 7 anni, ucciso dal padre, agli arresti domiciliari, il giorno di Capodanno. Questo è solo uno dei tanti casi di infanticidio di cui, ogni anno, si macchiano genitori violenti per raptus, situazioni di disagio o per conflitti nella separazione. Chi uccide il proprio figlio, in genere, non ha accettato il proprio ruolo di genitore.

Non è facile cogliere i segnali – che ci sono sempre – perché, nella maggior parte dei casi, sono legati a vissuti personali e a situazioni che si consumano nel chiuso delle mura domestiche. Ogni caso di violenza è infatti un unicum, esattamente come uniche sono le persone coinvolte. Compito degli esperti è individuare la presenza di quegli elementi che possono costituire degli allert così da tutelare i più deboli. Nel caso del piccolo Daniele, sebbene i segnali siano stati tanti, purtroppo non sono stati raccolti.


Prossimo appuntamento: 24 febbraio
Riforma del Diritto di Famiglia: cosa cambia dal 22 giugno?
Tipologia Corso:
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Dialogando sul Diritto di Famiglia.
Psicologi e Giuristi a confronto

Secondo appuntamento –
Come riconoscere la “rabbia che uccide i figli”: una responsabilità collettiva
27 gennaio 2022 – 18.30-19.45 

Fin dal suo esordio, Psicologia in Tribunale si è posta l’obiettivo di mettere a confronto e far dialogare due discipline tra loro molto distanti: psicologia e diritto. Numerose le iniziative realizzate fin qui, seguendo questo faro.

Questo ciclo di appuntamenti mensili, in partnership con La mia Famiglia è complicata, vuole continuare questo filone, proponendosi come spazio di dibattito e di riflessione su temi e questioni calde in merito al Diritto di Famiglia.

Specchio del cambiamento di una società agitata da profonde trasformazioni, la famiglia moderna porta sempre più spesso i propri conflitti in tribunale. Con la crescita dei contenziosi, è aumentato in maniera esponenziale anche il coinvolgimento delle persone minorenni all’interno dei procedimenti di separazione e divorzio. E, parallelamente, quello degli psicologi, chiamati ad affiancare i giudici in questi dibattimenti, e a muoversi in un perimetro sempre più complesso di natura giuridica e procedurale.

Lo scopo della rubrica Dialogando sul Diritto di Famiglia sarà proprio quello di stimolare una riflessione collettiva e un confronto di esperienze tra operatori ed esperti del settore, al fine di individuare e chiarire criticità e buone prassi sul terreno dello svolgimento degli incarichi di CTU.

La rubrica si propone, infatti, come spazio aperto a tutti coloro che vorranno interrogarsi su temi di attualità giuridica, mettendo a confronto le posizioni di professionisti degli ambiti psicologico e giuridico non, come accade nell’agone processuale, per contrapporsi, bensì per dialogare.

Ospite fisso della rubrica sarà l’avvocato Giorgio Vaccaro, cassazionista, docente nel Master di II livello in Psichiatria Forense e clinica delle dipendenze in età evolutiva presso l’Università La Sapienza di Roma, esperto di Diritto di Famiglia per il quotidiano Il Sole 24 Ore.
L’avvocato Vaccaro sarà affiancato, di volta in volta, da studiosi, esperti di psicologia giuridica e del mondo legale. Insieme, animeranno questo salotto virtuale a cui sono invitati tutti i professionisti che si occupano a vario titolo di diritto di famiglia.

Con Vaccaro dialogherà Carmen Muraro, Psicologa giuridica e psicoterapeuta, esperta di problematiche etico-professionali e membro del CTS di Psicologia in Tribunale.

A chi è rivolto

A chiunque operi in ambito della giustizia minorile e del diritto di famiglia. Magistrati, avvocati, psicologi, psicologi giuridici, operatori e assistenti sociali, educatori.

Modalità di svolgimento

Gli appuntamenti del ciclo di incontri Dialogando sul Diritto di Famiglia si svolgeranno in modalità FAD sincrona con sessione live. Troverai il link di accesso a Zoom nella tua area riservata del portale, una volta formalizzata l’iscrizione.

Attestato di partecipazione

Al termine del percorso formativo sarà possibile scaricare l’attestato di partecipazione nella propria area riservata del portale.

Numero massimo di iscritti

50 iscritti.

Coordinamento scientifico

Comitato Tecnico Scientifico di Psicologia in Tribunale.

Docenti

giorgio_vaccaro

Giorgio Vaccaro

Avvocato cassazionista del Foro di Roma, mediatore familiare, docente del Master di II livello in Psichiatria Forense e Clinica dipendenze presso l’Università La Sapienza di Roma; professore di Diritto e Procedura Civile del corso di Laurea in Psicologia clinico giuridica Campus di Verona, dell’Istituto Universitario Salesiano Venezia. Esperto di Diritto di Famiglia per il quotidiano Il Sole 24 Ore.

Carmen Muraro

Psicologa giuridica e psicoterapeuta, esperta di problematiche etico-professionali, di tutela della professione psicologica e dell’area della psicologia giuridica, membro del CTS di PsicologiainTribunale.it. Già Vice Presidente e Consigliere dell’Ordine Psicologi del Veneto; è stata referente per l’Ordine degli Psicologi del Veneto della “Commissione Atti Tipici – Psicologia Giuridica” del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, e coordinatore dei Gruppi di Lavoro OPV “Valorizzazione dello psicologo in ambito forense” e “La valutazione psicologia del danno non patrimoniale alla persona”, nonché referente AIPG per il Veneto.

Tema dell'incontro

In Italia madri e padri, ogni settimana, uccidono o tentano di uccidere dai 3 ai 4 figli, con una media di circa 170 bambini vittime in un anno. Per non parlare dei maltrattamenti e delle violenze che i minori subiscono, sempre in famiglia. Numeri impietosi che portano a galla un fenomeno sommerso, che ipocritamente riteniamo risolto.

Perché questa condizione di diritti negati possa cambiare, deve aver luogo un cambiamento nel modo di pensare collettivo, ma soprattutto deve farsi strada una nuova sensibilità tra gli operatori chiamati a decidere. I figli sono di tutti, non possono più essere considerati solo figli degli altri. Dobbiamo comportarci come se fossero nostri, e non temere di denunciare, quando abbiamo dei sospetti o delle evidenze.

Ma cosa possono fare la società e la giustizia per non incorrere in errori così grandi come quello che ha coinvolto Daniele e sua madre? La Ministra Cartabia ha chiesto verifiche sull’operato dei magistrati che hanno disposto la possibilità per questo padre violento di incontrare il figlio.
Ma quanti sono i casi in cui i figli vengono esposti a condizioni di pericolo o di disagio in virtù del rispetto del “principio della bigenitorialità”?

Le Leggi in vigore, se applicate con diligenza, avrebbero consentito la tutela di questo e di tanti altri bambini. Purtroppo, una certa superficialità, applicata ai drammi della famiglia, uccide! Chi pagherà per questo? Probabilmente nessuno! Verranno mai formulate norme chiare che finalmente attribuiscano responsabilità certe anche nell’amministrazione della Giustizia? Lo speriamo!

Nel frattempo, il nostro compito di studiosi della “materia della Famiglia” resta quello – sempre più stringente ed importante – di formare operatori con “competenze” adeguate, che possano incontrare, un domani, un altro “piccolo Daniele” e sappiano come salvargli la vita.

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