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Sai qual è la paura più grande per un bambino?
Sai qual è la paura più grande per un bambino?
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La psicologia ci ha insegnato che la #paura più grande che un bambino possa vivere è quella di perdere l’amore dei genitori. I bambini manifestano questo timore in molte circostanze, per esempio quando i genitori reagiscono con rabbia verso di loro, quando li rimproverano, quando non si sentono valorizzati, quando pensano che preferiscano uno dei fratelli, quando temono di essere abbandonati.
A causa di queste situazioni i figli tendono ad assumere atteggiamenti manifesti o velati di controllo, spesso accompagnati da sentimenti di bassa autostima o colpa.
Questo tipo di reazioni possono emergere con maggiore veemenza quando i genitori si separano, e soprattutto quando la separazione è accompagnata da un’alta conflittualità della coppia genitoriale. Si assiste spesso, in questi casi, allo svilupparsi nei figli di comportamenti problematici o addirittura sintomatici: rifiuto ad incontrare il genitore non convivente, attacchi di panico all’apparenza ingiustificati, disturbi dell’apprendimento, aumento delle patologie organiche, ecc.
Quali strumenti possono essere utilizzati dall’autorità giudiziaria per facilitare e ristabilire un rapporto genitori-figli soddisfacente?
Naturalmente, le dinamiche altamente conflittuali della coppia sfociano in violente battaglie legali. Nei casi di rifiuto dei figli a incontrare uno dei genitori, di ordini restrittivi verso l’ex partner, di precoce rottura del rapporto genitore/figlio, di riconoscimento tardivo, di limitazione temporanea delle responsabilità genitoriali, di procedimenti penali in corso, di condanne per maltrattamenti abusi e violenze e, in casi particolari, di adozione, il magistrato può ritenere opportuno attivare un servizio noto con il nome di Spazio Neutro.
L’accesso allo Spazio Neutro avviene tramite decreti del Tribunale per i Minorenni, ordinanze del Tribunale Ordinario, Giudice Tutelare, o segnalazioni dei Servizi Sociali, coinvolgendo genitori in situazioni giuridiche complesse.
Sai cos’è lo Spazio Neutro?
Lo spazio Neutro è un servizio progettato per facilitare gli incontri tra genitori e figli che si trovano a vivere situazioni relazionali complesse, con l’obiettivo di preservare o ripristinare i legami familiari. L’art. 9 della Convenzione ONU sui diritti del fanciullo sottolinea, infatti, l’importanza che il minore mantenga “relazioni personali e contatti diretti in modo regolare con entrambi i genitori, salvo quando ciò è contrario al maggior interesse del bambino” (New York, 1989).
L’obiettivo di questo servizio è quello di favorire e sostenere la continuità della relazione tra il minore e i suoi genitori, ma anche con altre persone affettivamente significative, come nonni, zii o fratelli, nel caso delle famiglie ricomposte.
Che differenza c’è tra Mediazione Familiare e Spazio Neutro?
Se uno degli obiettivi della #mediazione è ristabilire la comunicazione tra i membri della coppia genitoriale, l’obiettivo principale degli #incontriprotetti è quello di recuperare una comunicazione adeguata e funzionale tra bambino e genitore e, quando possibile, favorire il ritorno a una gestione autonoma dei rapporti familiari.
In funzione di quanto detto sopra, infatti, nello Spazio Neutro vengono attivati dagli operatori percorsi individualizzati capaci di far comprendere al minore, nel rispetto dei suoi bisogni evolutivi, che si trova in un luogo sicuro che può controllare e nel quale può decidere come relazionarsi, tornando a sentirsi padrone della situazione.
Quali operatori lavorano in questo tipo di servizi?
L’equipe multidisciplinare che opera all’interno dello Spazio Neutro è composta da #assistentisociali, #educatori, #psicologi e un supervisore clinico.
Tra un incontro e l’altro, gli operatori svolgono colloqui separati con i genitori per analizzare le problematiche del conflitto al fine di orientare un agire educativo funzionale, analizzando la situazione e accompagnando il genitore lungo un percorso di sostegno alla genitorialità.
Al fine di superare la necessità dello Spazio Neutro e, ove possibile, riprendere la gestione autonoma dei rapporti tra i genitori, vengono mantenuti contatti con l’Autorità Giudiziaria che ne ha disposto lo svolgimento tramite relazioni periodiche sull’andamento del servizio.
Pertanto, tenendo conto del prioritario interesse del minore, è auspicabile un lavoro coordinato con una rete più ampia che coinvolga la famiglia allargata, il servizio sociale, e, in alcuni casi, altri enti come ASL, consultori, CTU, e Forze dell’Ordine.
Hai mai pensato di lavorare come Operatore di Spazio Neutro?
Il lavoro dello Spazio Neutro mira a tradurre le dinamiche relazionali e le risonanze emotive dei soggetti coinvolti in interventi operativi coerenti con le criticità e le risorse individuate a livello genitoriale per fornire sostegno e cura dei legami, indirizzati non solo ai figli, ma anche al singolo o a entrambi i genitori.
Il corso di formazione “Operatore di Spazio Neutro. Come gestire gli incontri protetti”, organizzato da Psicologia in Tribunale in collaborazione con Eurocrime, fornisce strumenti pratici a Psicologi, Educatori professionali e Assistenti sociali per la progettazione, gestione e conduzione di incontri familiari e di sostegno alla genitorialità, al fine di dotare i partecipanti di una chiara metodologia di intervento per salvaguardare il rapporto genitore-figli nello Spazio Neutro.
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