Effetti della separazione conflittuale sui minori

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Psicologia Giuridica

Effetti della separazione conflittuale sui minori

Marina Raimondo
corsista del corso di alta formazione Ruolo e Funzioni del Consulente Tecnico Psicologo in Ambito Minorile

Una separazione fra due coniugi comporta una riorganizzazione del sistema familiare in termini di funzioni e ruoli. Purtroppo, accade molto spesso che i minori di fronte a conflitti genitoriali siano costretti a diventare parte attiva nelle dinamiche della coppia genitoriale, mettendo in atto strategie che, sia pure disfunzionali, potrebbero servire alla risoluzione dei problemi in atto o alla difesa di uno dei due genitori (Cavedon, Magro, 2010).

Si determinano sovente quelle che Minuchin definiva “triadi rigide” (1974): coalizioni in cui uno dei genitori si allea col figlio ai danni dell’altro genitore. Nella triangolazione ciascun genitore desidera che il figlio parteggi per lui contro l’altro ma, nel momento in cui il figlio si schiera con uno dei genitori, l’altro attribuisce alla sua presa di posizione un tradimento. Infine, si possono determinare condizioni relazionali disfunzionali nelle quali, praticamente, i genitori spostano il proprio conflitto di coppia sul figlio.

La genitorializzazione è un’altra deriva delle separazioni conflittuali (Johnston et al., 1987). In questi casi, si determina tra figlio e genitore un’inversione di ruolo (Cavedon, Magro, 2010), inversione di ruolo “necessaria” affinché il coniuge/genitore possa soddisfare i propri desideri di possesso e/o comunque sopprimere la sensazione di perdita del partner e il conseguente vissuto di solitudine. 

In questa dinamica disfunzionale, risultano essere attivi sensi di colpa e di fallimento, determinati dall’impossibilità di realizzare l’ideale di rapporto fantasticato all’inizio della relazione: premesse e promesse non mantenute, ovviamente, dall’altro, spesso accusato di aver fatto morire l’amore iniziale a causa dei suoi comportamenti inappropriati e malevoli (Malagoli Togliatti e Lubrano Lavadera, 2005; Cavedon, Magro, 2010; Lubrano Lavadera, 2011). 

Quando la genitorializzazione continua nel tempo, rischia di diventare una forma di “sfruttamento affettivo” del figlio, che viene posto in una condizione di “doppio legame” (Malagoli Togliatti, Lubrano Lavadera, 2005).

Un tema molto dibattuto in ambito consulenziale in merito ad affidamento minorile, che mi limiterò solo ad accennare in questa sede, è la sindrome da alienazione genitoriale o sindrome da alienazione parentale – PAS, dalla formula in inglese. Concetto che venne introdotto per la prima volta negli anni Ottanta dallo psichiatra forense statunitense Richard Gardner relativo ad una dinamica psicologica disfunzionale in cui uno due genitori – definito “genitore alienante”- porterebbe i figli a nutrire astio e rifiuto verso l’altro genitore – definito “genitore alienato” -, incitando l’allontanamento. 

Fin da subito la teoria di Gardner fu molto contestata nel mondo scientifico e accademico poiché difficilmente dimostrabile. Per lo stesso motivo non è nominata nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, DSM 5, che è la principale fonte di classificazione per i disturbi psichiatrici, ufficialmente riconosciuta in tutto il mondo, e neppure dall’APA, American Psychological Association.

Nonostante la mancanza di prove scientifiche che la sostengano, l’alienazione genitoriale viene presa molto in considerazione nelle aule dei tribunali, sebbene oggi abbiano fatto molto clamore due sentenze in Cassazione del 2019 e 2021 che sottolineano come l’affido esclusivo di un minore a un genitore non può fondarsi solo sulla diagnosi di sindrome da alienazione parentale. In quelle sentenze, inoltre, i giudici hanno stabilito che la bigenitorialità non può essere garantita a tutti i costi, ma si deve tenere in considerazione, innanzitutto, dell’interesse del minore e dei suoi bisogni.

Bibliografia
Cavedon A., Magro T., (2010), Dalla separazione all’alienazione parentale. Come giungere a una valutazione peritale, Milano, Franco Angeli.
Lubrano Lavadera A., (2011), “Ascoltare il minore: comprendere le dinamiche relazionali e familiari”, in Malagoli Togliatti M., Lubrano Lavadera A., Bambini in tribunale. L’ascolto dei figli “contesi”, Milano, Raffaello Cortina Editore.
Malagoli Togliatti M., Lubrano Lavadera A. (2013), “Dibattito sulla validità e affidabilità scientifica della Sindrome da Alienazione Parentale”, in, Psicologia clinica dello sviluppo, 2.
Minuchin S., (1976), Famiglie e terapie della famiglia, Roma, Astrolabio.

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