Test di Rorschach
La sentenza della Cassazione, sezione 3, n° 8647 depositata il 28 febbraio 2024, ha ribadito alcuni principi fondamentali riguardo alla valutazione dell'attendibilità delle dichiarazioni rese da vittime minorenni.
In particolare, la Corte ha precisato che la sottoposizione del dichiarante al Test di Rorschach non deve essere considerata come una prova decisiva. La mancata assunzione di tale test non costituisce un vizio della decisione, ai sensi dell'art. 606, comma 1, lettera d), codice di procedura penale. La Corte Suprema ha evidenziato che il test di Rorschach rappresenta solo uno dei vari metodi scientifici di indagine psicologica sulla personalità del minore, utilizzati per valutarne la maturità psichica e la capacità di testimoniare. L'uso di questo test è rimesso alla discrezionalità del perito.


