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Stefania Borghetti pubblicato
Salve a tutti, mettiamo il caso che ci chiami un avvocato in studio e ci voglia affidare il caso di un imputato ( detenuto per rapina a mano armata ) e ci dica di valutarlo nella personalità per rilevare un’eventuale disturbo che possa incidere sulla sua imputabilità.. Ecco, che consiglio dareste a una giovane professionista che muove i primi passi in ambito penale e che ha tanta voglia di mettersi in gioco? Che test potrebbe effettuare e da che materiale bibliografico potrebbe partire? Grazie mille…
Rispondo alla domanda:
In primis, partirei facendo un’analisi della richiesta dell’avvocato per comprendere come mai pensi che il suo cliente possa presentare un‘infermità tale da incidere sulla sua imputabilità in modo da poter comprendere se ci possono essere reali elementi su cui impostare il lavoro peritale. Non sempre le richieste degli avvocati sono congrue e, se non realmente fattibili, rischiano di farci accettare incarichi che poi non riusciamo ad espletare in scienza e coscienza.
In linea generale, relativamente al caso in questione, mi viene da immaginare che l’avvocato possa aver rilevato elementi nella criminogenesi e nella criminodinamica dell’evento delittuoso che potrebbero averlo orientato per la presenza di una psicopatologia, oppure il soggetto in questione potrebbe avere una storia psichiatrica alle spalle. Per procedere è quindi necessario acquisire e studiare la documentazione agli atti ed eventualmente, se presente, documentazione clinica e/o chiedere all’avvocato di acquisirla presso le strutture o i professionisti privati che hanno seguito o seguono il soggetto.
In base a quanto rilevato da tale documentazione si può incominciare ad impostare il lavoro peritale consistente in:
colloqui clinici atti a ricostruire:
l’anamnesi: personale e familiare, patologica remota e prossima (sia fisica che psicologica con attenzione a eventuali traumi pregressi, ricoveri in strutture, assunzione di farmaci), eventuali precedenti penali sia personali che nella sua famiglia, rete sociale di riferimento
ricostruzione del comportamento antigiuridico con attenzione a motivazioni e vissuti relativi al reato commesso
e valutazione psicodiagnostica.
In merito all’indagine psicodiagnostica è fondamentale utilizzare strumenti validi, attendibili e standardizzati ed attenersi pedissequamente alle modalità di somministrazione, procedure di scoring e siglatura dei protocolli così come indicati nel manuale d’uso. Di sicuro, può essere utile utilizzare una batteria di test che possa approfondire sia aspetti più strettamente cognitivi che relativi alla personalità ma è anche vero che la scelta dei test dipende dalle aree che necessitiamo approfondire in relazione alla nostra ipotesi diagnostica. In merito alla scelta dei test, vengono solitamente utilizzate batterie composte da WAIS 4, MMPI 2, Test di Rorschach ma si possono utilizzare anche altri test di personalità come ad esempio il Millon, SCL 90 – R e/o test più strettamente neuropsicologici.
Relativamente all’utilizzo di test proiettivi il mondo scientifico e/o forense si divide, ma in linea di massima direi che quello che in questi casi ha valore è che ci sia una concordanza tra le risultanze dei diversi test somministrati.
Di sicuro il libro del Prof. Fornari “Psicopatologia e Psichiatria Forense” è uno dei testi di riferimento che non può mancare nelle nostre librerie, così come il DSM V per orientarci su una corretta (eventuale) diagnosi, ma anche il libro a cura di Abazia “La perizia psicologica in ambito civile e penale” può tornare utile anche se credo che l’elemento più importante sia la curiosità e la voglia di approfondire anche con la lettura di testi attinenti all’ambito giuridico (con sentenze annesse) oltre a quelli di interesse strettamente psichiatrico/psicologico.
Per concludere, anche se ci sarebbe tanto altro da dire, è fondamentale tenere sempre a mente che non è sufficiente la presenza di una psicopatologia per determinare un vizio di mente totale o parziale, ma la stessa deve essere strettamente correlata ed aver inciso, al momento del fatto, sul comportamento reato in questione riducendo grandemente o abolendo totalmente la capacità di intendere e di volere del soggetto.
Spero di essere stata utile. Buon lavoro.Stefania Borghetti
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