Femminicidio: dal 17 dicembre 2025 entra in vigore il nuovo reato autonomo

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Psicologia Giuridica

Femminicidio: dal 17 dicembre 2025 entra in vigore il nuovo reato autonomo

Negli ultimi anni, ogni storia di femminicidio ha lasciato un vuoto che va oltre le pagine di cronaca. Dietro ciascun nome ci sono relazioni spezzate, segnali ignorati, richieste di aiuto che non sono arrivate in tempo. Per chi lavora nella psicologia giuridica, queste vicende parlano di dinamiche profonde: controllo, isolamento, paura, dipendenza emotiva. Parlano anche del bisogno urgente di strumenti più efficaci per proteggere le donne e riconoscere le radici della violenza di genere.

È in questo contesto che nasce la Legge n. 181/2025, il provvedimento che introduce nel nostro ordinamento il reato autonomo di femminicidio. Una norma che non si limita a inasprire le pene, ma che prova a dare un nome e un significato a un fenomeno complesso, riconoscendo le logiche di dominio che lo alimentano. Dal 17 dicembre 2025, questa legge segna un passaggio importante: rafforza la tutela delle vittime, amplia gli strumenti di prevenzione e mette al centro il rapporto tra autore e vittima, un elemento essenziale anche per la lettura psicologica del crimine.  

Il nuovo articolo 577-bis del Codice penale

La legge introduce l’articolo 577-bis c.p., che prevede l’ergastolo per chi causa la morte di una donna attraverso comportamenti fondati su:

  • discriminazione,
  • sopraffazione,
  • possesso,
  • controllo.

Rientrano nel reato di femminicidio anche gli omicidi commessi:

  • in risposta al rifiuto della donna di iniziare o proseguire una relazione,
  • come forma di limitazione della sua libertà personale.

Questa definizione riconosce giuridicamente le dinamiche tipiche dei femminicidi, che la psicologia della violenza descrive da tempo come processi di dominio, coercizione e svalutazione dell’autonomia femminile.

Modifiche ai reati di maltrattamento e nuove aggravanti

La norma estende il perimetro del reato di maltrattamenti in famiglia o verso conviventi, introducendo una specifica aggravante quando il comportamento riproduce schemi tipici del femminicidio.

È prevista inoltre:

  • la confisca obbligatoria dei beni utilizzati per commettere il reato;
  • l’aggiunta di nuove aggravanti in altri delitti quando le condotte presentano modalità assimilabili al femminicidio.

Novità nel processo penale

Sul piano procedurale, la legge introduce diversi cambiamenti:

  • il tribunale monocratico diventa competente per i casi di maltrattamenti aggravati;
  • vengono rafforzati i diritti informativi della persona offesa, garantendo un accesso più trasparente alle informazioni sul procedimento;
  • ai centri antiviolenza e alle case rifugio viene riconosciuta la possibilità di esercitare alcuni diritti della vittima;
  • le regole sulla custodia cautelare vengono rese più stringenti, per garantire maggiore protezione alle vittime.

Tutela degli orfani e misure durante l’esecuzione della pena

La legge prevede importanti novità anche per chi resta vittima indiretta della violenza:

  • gli orfani di femminicidio accedono più facilmente agli indennizzi riservati alle vittime di reati violenti;
  • i condannati per femminicidio e violenza di genere possono accedere ai benefici penitenziari solo dopo una valutazione approfondita della personalità, effettuata dopo almeno un anno di osservazione;
  • è obbligatorio informare la persona offesa (o i familiari della vittima) in caso di concessione di misure alternative alla detenzione;
  • per i minorenni condannati è prevista una limitazione dei permessi premio.

Prevenzione, formazione e ruolo dei centri antiviolenza

Il legislatore si focalizza anche sui temi della prevenzione e della formazione:

  • messa in campo di campagne informative sul legame tra uso di sostanze stupefacenti e aggressioni sessuali;
  • istituzione, presso il Ministero della Salute, di un tavolo tecnico permanente;
  • percorsi formativi rafforzati per magistrati e personale sanitario.

Un aspetto innovativo riguarda le giovani vittime: le ragazze a partire dai 14 anni potranno rivolgersi ai centri antiviolenza senza il consenso dei genitori o di chi esercita la responsabilità genitoriale.

Patrocinio a spese dello Stato e aspetti economici

Il patrocinio a spese dello Stato viene ampliato:

  • estensione della “registrazione a debito” anche ai risarcimenti relativi all’omicidio aggravato o al femminicidio;
  • accesso al patrocinio, anche oltre i limiti di reddito, per le vittime di tentato omicidio aggravato e tentato femminicidio.

Una norma di coordinamento chiarisce infine che il termine “omicidio” comprende anche il femminicidio, che diventa un reato da monitorare specificamente nelle statistiche giudiziarie.

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